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| Robert Dreyfuss - The Dreyfuss Report La decisione di escludere oltre 500 candidati, bollati senza distinzioni come "ba'athisti", ha ormai avvelenato l'atmosfera del voto del 7 marzo.
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| Osservatorio Iraq Annullata la seduta straordinaria del Parlamento che avrebbe dovuto discutere la crisi. La Corte di Appello si sarebbe impegnata a pronunciarsi definitivamente sui candidati accusati di legami o simpatie “ba’athiste” entro il 12 febbraio – inizio della campagna elettorale.
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| Ernesto Pagano per Osservatorio Iraq Nelle ultime settimane si è ripreso a parlare dell'abbassamento dell'età di voto. La proposta è fortemente sostenuta dai partiti sciiti Hezbollah e Amal, ma potrebbe stravolgere gli equilibri confessionali e politici del Paese dei cedri
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| | di Arshin Adib-moghadda | | Nonostante i continui sforzi di molti esperti e organi di informazione nel presentare quello che sta accadendo in Iran come una rivolta assoluta contro ciò che incarna la Repubblica Islamica, un’analisi realistica rivela che stiamo assistendo alla rinegoziazione del potere politico nel Paese. I protagonisti rappresentano le diverse ali all’interno del sistema e i contorni delle loro politiche sono disegnati sulla trama in espansione della Repubblica Islamica. In breve: l’Iran si trova in una condizione post-rivoluzionaria e non in uno stato pre-rivoluzionario. Al culmine delle dimostrazioni dopo la contestata elezione del Presidente Mahmoud Ahmadinejad durante la scorsa estate, in un articolo che è stato contestato e messo in discussione da molti scettici, ho sostenuto che non stiamo assistendo a un’altra rivoluzione. Solo perché c’è consenso tra tutti coloro che hanno un interesse personale che la Repubblica Islamica sia sottomessa e diffamata con ogni mezzo, non si dovrebbero trascurare le sfumature dei cambiamenti all’interno del panorama politico in Iran.
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