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Palestina, Khader Adnan: trovato l’accordo, stop allo sciopero della fame

Dopo 66 giorni di sciopero della fame, Khader Adnan ha messo fine alla sua protesta. Il 21 febbraio l’Alta Corte di giustizia israeliana, che aveva accettato di esaminare il suo ricorso, ha cancellato l’udienza solo pochi minuti prima dell’inizio: uno degli avvocati di Adnan era riuscito a negoziare un accordo con il procuratore militare, ottenendo il suo rilascio. Il prossimo 17 aprile Khader sarà di nuovo libero.

 

 

 

 

 

 

di Cecilia Dalla Negra

 

Khader Adnan aveva avviato lo sciopero della fame all’indomani del suo arresto, per protestare contro le condizioni inumane dell’interrogatorio subito e l’assenza di un giusto processo.

Il prigioniero aveva dichiarato di battersi “per la libertà di tutti i prigionieri politici palestinesi”, e aveva posto come condizione minima per cessare il digiuno la garanzia che non avrebbe ricevuto nuove ordinanze di arresto, chiedendo inoltre che la durata dell’attuale detenzione fosse conteggiata a partire dal giorno dell’arresto – il 17 dicembre 2011 – e non dal 12 gennaio, quando aveva ricevuto l’ordine di detenzione.

Secondo l’associazione per i diritti umani Addameer, che ha seguito il caso di Adnan sin dall’inizio, il fatto che i funzionari israeliani abbiano negoziato la durata della detenzione “rivela che non vi erano motivi per la detenzione amministrativa”.

La sua ordinanza, come nel caso di altri detenuti "amministrativi", "è basata sulla presunta minaccia rappresenta da Khader per la sicurezza dello Stato di Israele”.

Addameer e tutte le persone che in questi mesi hanno manifestato in segno di solidarietà con Khader Adnan continuano a chiedere il suo rilascio immediato e incondizionato, come quello degli altri 308 detenuti amministrativi attualmente nelle carceri israeliane.

 

 

22 febbraio 2012

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