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Afghanistan. Ancora affari d'oro tra mercenari Blackwater e Stati Uniti

Contractors insieme a soldati e funzionari dell'esercito americano, tutti sotto lo stesso tetto. Succede in Afghanistan, in una base di 10 acri (circa 4 ettari) alla periferia di Kabul, non lontana dall'aeroporto internazionale, e ribattezzata “Camp Integrity”.

 

 

 

 

di Anna Toro

 

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la base non appartiene al governo americano, ma proprio alla compagnia di contractors, che poi sarebbe la vecchia Blackwater, ribattezzata Academi in un tentativo di “pulizia” dopo la cattiva fama che si era costruita in Iraq prima, e in Afghanistan poi.

E' così che, grazie a un accordo del valore di 22 milioni di dollari, “vinto” in realtà senza gara d'appalto dall'agenzia privata di sicurezza, le Operazioni speciali statunitensi si sono spostate in questa nuova base, chiamata (anche questa una bella ironia) col nome di “Camp Integrity”.

“Non si era mai vista prima una cosa del genere – commenta l'analista Michael O’Brien, autore del libro “America’s Failure in Iraq” – In Iraq i contractors si occupavano delle costruzioni, dei rifornimenti, delle missioni. Ma questa è davvero la prima volta che ospitano l'esercito in una base di loro proprietà".

"E' praticamente uno scambio di ruoli: l'esercito ufficiale si fa ospitare da una società di mercenari. Perchè i contractors sono mercenari”.

Secondo quanto riferito dal portavoce dell'azienda, John Procter, la base dispone di un centro operazioni, di stazioni di rifornimento e manutenzione, di veicoli, alloggi per i soldati, uffici, sale conferenze e un arsenale fortificato.

Qui, i contractors si occupano di tutte le necessità dei 7 mila soldati delle truppe speciali Usa, che comunque parlano di “sistemazione temporanea”, almeno fino a che saranno completati gli alloggi a Bagram (si parla di estate 2013).

Ma è veramente così?

 

LOTTA ALLA DROGA

Oltre alle truppe, Camp Integrity ospita anche un piccolo numero di ufficiali statunitensi il cui compito è quello di supervisionare tutte le operazioni connesse alla lotta ai narcotrafficanti afghani, facenti parte dello specialissimo Anti-Narco-Terrorism Program Office (CNTPO), uno dei più grandi dispensatori di denaro Usa per i contractors privati.

In realtà, il contratto miliardario tra forze speciali statunitensi e Camp Integrity durerà fino al 2015, quindi ben oltre il ritiro delle truppe internazionali dall'Afghanistan.

“Perchè la guerra al terrorismo continuerà” dicono, oltre al fatto che il personale del CNTPO è in realtà piuttosto esiguo. Ma il numero di contractors legati al loro programma potrebbe essere considerevolmente più grande.

Il CNTPO, infatti, aveva già assunto in passato i Blackwater, per operazioni legate alla lotta alla droga.

Eppure, secondo le statistiche delle Nazioni Unite, la coltivazione del papavero in Afghanistan è aumentata del 20 per cento negli ultimi due anni.

E non sarebbero solo i talebani a trarre profitto dalle colture, ma anche i politici locali. Da un certo punto di vista, anche i contractors, che si garantiscono fondi americani ancora per diversi anni.

“Quando dicono che tutte le forze armate internazionali andranno via nel 2014 non bisogna crederci – continua O'Brien – esistono piani per mantenere in Afghanistan almeno 10mila soldati oltre quella data, più i mercenari. In pratica la stessa operazione fatta in Iraq”.

E aggiunge: “Bisognerebbe invece chiedersi perchè la Blackwater sia ancora in affari dopo i vari massacri di civili, il furto di armi, e perchè gli Usa continuino a pagarli con cifre esorbitanti”.

 

UN PASSATO "POCO ONOREVOLE"

Nel maggio del 2009, quattro contractors ubriachi fuori servizio hanno ucciso un civile aprendo il fuoco su una macchina, e nel gennaio 2010, due agenti sono stati arrestati dall'FBI con l'accusa di omicidio per altri due morti tra i civili. Questo in Afghanistan.

E non bisogna dimenticare Abu Ghraib, e il massacro di Nisoor Square del 2007 a Baghdad.

Alla fine del 2010, poi, la compagnia aveva perso un contratto da 1 miliardo di dollari con l'esercito per addestrare la polizia afghana.

L'accordo fallì dopo che un gruppo di Blackwater, che operava sotto il nome di “Paravant”, aveva rubato armi destinate alla polizia afghana da un arsenale degli Stati Uniti (firmandosi, tra l'altro, col nome del personaggio di South Park “Eric Cartman”).

Venduta poi dal fondatore Erik Prince, la società si era rinominata Academi, per la seconda volta, nel mese di dicembre 2010, provando ad segnare una nuova pagina, almeno agli occhi del pubblico.

Per quanto riguarda gli americani, pare abbia funzionato, dato che ancora oggi queste agenzie private proteggono le basi in Afghanistan, dove le forze speciali degli Stati Uniti vivono e lavorano.

Quando i soldati vengono fatti prigionieri, è ai contractors che vengono affidate le missioni di salvataggio. E sono sempre loro a scovare i terroristi da uccidere per conto degli americani, e ad addestrare le truppe locali.

Secondo il report 2012 sul numero dei contractors nel mondo, rilasciato a ottobre dal Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), in Medio Oriente ci sarebbero 137.000 contractors che lavorano per il Pentagono, tra cui113.376 in Afghanistan e 7336 in Iraq.

In pratica in Afghanistan il numero dei contractors supera quello dei soldati americani, che sarebbero circa 90.000. E il loro numero pare sia destinato a salire dopo il fatidico 2014.

“Si arriva a un certo punto in cui non si capisce più dove i ruoli dei militari statunitensi e quelli dei contractors privati iniziano e dove finiscono – commenta Peter Singer, studioso della Brookings Institution, intervistato da Wired magazine – Ma per me, la questione è: che cosa abbiamo davvero imparato dalle esperienze passate?”

 

31 gennaio 2013

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