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Tunisia. Tra trivellazioni e proteste

Due mesi fa, a Ouled Nsir, nella regione di Qairouan, sono iniziate le perforazioni per la ricerca del petrolio. Ma gli abitanti non sono rimasti a guardare e hanno iniziato una protesta arrivata ieri di fronte alla sede del governatorato locale.

 

Il caldo e il sole battente non hanno dissuaso i contadini e gli abitanti della zona dal manifestare. Al contrario, dalle parti di Ouled Nsir, l'estate e l'attesa sembrano accendere ancor di più gli animi. In questa zona, dove non c'è acqua corrente da più di un anno, la popolazione non accetta di subire in silenzio le conseguenze dovute all'esplorazione del sottosuolo.

Così il 22 luglio si è radunata di fronte alla sede del governatorato di Qairouan per gridare il suo scontento di fronte alle autorità locali. Dieci giorni prima gli abitanti si erano già riuniti attorno ai macchinari per la trivellazione.

Un congegno attivo notte e giorno, che perfora il suolo fino ad una profondità di 2 mila metri in cerca di petrolio: "Fa così tanto rumore che non si riesce più nemmeno a dormire", commenta sconsolato uno dei manifestanti.

 

Niente acqua corrente da più di un anno

La popolazione locale non è nuova all'ingiustizia. In mezzo alla protesta iniziata lo scorso 11 luglio c'erano anche S. e Nizar, due giovani del posto già protagonisti delle sollevazioni avvenute un anno prima, quando in pieno ramadan gli abitanti avevano occupato la strada e interrotto la circolazione in seguito alla scomparsa dell'acqua corrente dalle loro case.

In quell'occasione erano intervenute le forze dell'ordine e c'erano stati scontri con i manifestanti.

Alcuni ragazzi erano finiti in arresto, poi condannati perché chiedevano acqua. S. è tuttora ricercato, Nizar invece ha scontato la sua pena, o quasi: "Siamo stati condannati e poi Chokri Belaid, che Allah l'abbia in gloria, si è occupato del nostro caso e la pena è stata ridotta".

La fornitura idrica è stata interrotta perché serve ai contadini per irrigare. Secondo gli abitanti, spetta alle autorità trovare una soluzione a quest'impasse. Ma un anno dopo quelle proteste, dai rubinetti continua a non scorrere niente e la popolazione è costretta a pagare 1 dinaro per avere un barile di 20 litri d'acqua.

"Il problema è che è salata, non possiamo nemmeno berla!", s'indigna Mabrouka, una vecchia signora che abita nei paraggi.

Senz'acqua, dunque, e senza lavoro. La maggior parte dei giovani è disoccupata. "Prima avevo un posto in città, poi mi sono dedicato all'agricoltura. Ma i miei olivi stanno morendo", spiega Yacine.

 

Le conseguenze dell'esplorazione petrolifera

Se gli alberi muoiono, secondo gli abitanti, è a causa delle trivellazioni in corso da inizio giugno. Ad effettuarle è la compagnia canadese Dualex, specializzata nella ricerca di idrocarburi e presente in tutto il bacino mediterraneo. Stando al sito internet della società, l'esplorazione ad Ouled Nsir darà i suoi risultati tra qualche giorno: se questi non saranno soddisfacenti i lavori cesseranno, altrimenti inizierà subito lo sfruttamento dei giacimenti.

Ma la popolazione locale non sembra troppo interessata a questi risultati, dal momento che i danni sono già stati fatti. Dopo un mese e mezzo di foraggi, le vibrazioni continue del suolo hanno provocato l'apertura di fessure nelle pareti delle case.

Il rapporto del Forum tunisien pour les droits économiques et sociaux (FTDES) cita 625 casi di abitazioni danneggiate e parla di indennizzi "insignificanti che non coprono in alcun caso le spese generate - senza contare che il 45% della cifra prevista come indennizzo viene trattenuta arbitrariamente".

In altre parole, gli abitanti avrebbero ricevuto tra i 400 e i 600 dinari a famiglia (tra i 200 e i 300 euro, ndt).

Inoltre, fanno sapere nella zona, ci sono anche le coltivazioni e gli animali a subire le conseguenze nefaste dell'esplorazione petrolifera. Sempre secondo il rapporto redatto dalla sezione di Qairouan del FTDES, che sta seguendo la vicenda, "le acque di scarico contenenti prodotti chimici industriali vengono rilasciate nei terreni agricoli senza alcun trattamento".

Alcune donne presenti alla manifestazione si sono ammalate, come i loro bambini, dopo che sono cominciate le perforazioni. Un odore nauseante emana invece dal luogo degli scavi.

Ma per il momento non è stato possibile dimostrare alcun legame concreto tra l'attività e le sue conseguenze sulla salute della popolazione. La compagnia, d'altronde, nega ogni responsabilità: "Il medico e il direttore della società insistono sul fatto che il lavoro di trivellazione è svolto nel rispetto delle norme e che non vi è inquinamento conseguente", riferisce Messaoud Romdhani, membro del FTDES e vice-presidente della Ligue tunisienne des droits de l'homme (LTDH).

"Gli abitanti di Ouled Nsir si sono rivolti al FTDES perché temono una catastrofe ecologica e per ribadire il silenzio delle autorità sulla loro situazione", continua Romdhani.

 

Di fronte all'ingiustizia, la popolazione denuncia il governatore

Il 22 luglio gli abitanti si sono ritrovati numerosi di fronte alla sede del governatorato di Qairouan, nonostante il caldo, per far sentire la loro voce, rapporta l'attivista del FTDES. "I cittadini chiedono al governatore di agire secondo gli interessi della popolazione, non dei suoi rientri personali".

La massima autorità locale - in effetti - non è nelle grazie degli abitanti di Ouled Nsir, secondo cui il rappresentante ministeriale sarebbe schierato dalla parte della società Dualex.

Il modo brusco in cui è stata interrotta una riunione la settimana scorsa non sembra migliorare la situazione. Durante uno scambio di opinioni il governatore si sarebbe scagliato contro Romdhani e uno dei suoi collaboratori avrebbe minacciato violentemente l'attivista.

Un comportamento che ha scioccato la popolazione in protesta. Per tutti si è trattato di un'altra forma di ingiustizia.

Un anno fa, quando gli abitanti avevano manifestato per il ritorno dell'acqua corrente, pensavano che l'intervento dell'autorità locale sarebbe bastato a rimettere le cose a posto. Ma niente è stato fatto da allora. La gente sorride, non senza amarezza, ricordando il momento in cui, durante il ramadan, il governatore si era unito a loro per la preghiera e si era visto costretto a fare le sue abluzioni con una bottiglia di acqua minerale. Come tutti gli abitanti del posto, si era imbattuto in un rubinetto a secco.

Nawaat ha cercato di parlare con il Direttore generale di Dualex a Tunisi, il quale tuttavia non si è mai mostrato disponibile a discutere della faccenda. Contattato al telefono, lo stesso governatore ha preferito riattaccare. Gli abitanti di Ouled Nsir, invece, non intendono cedere ed hanno già in programma nuove mobilitazioni.

 

*Traduzione a cura di Jacopo Granci, per la versione originale clicca qui

 

 

 

23 Luglio 2013
di: 
di Sana Sbouai per Nawaat
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