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Siria, la condizione femminile e l’impegno di Bassam al-Kadi

Pierpaolo Ciancio per Osservatorio Iraq

Ex militante del Partito comunista dei lavoratori e fondatore dell’Osservatorio siriano per le donne, al-Kadi ha conosciuto le carceri siriane per sette anni e per i successivi 19 anni gli è stato proibito viaggiare. Il tutto a causa della sua attività politica

 

di Pierpaolo Ciancio*

 

Fondatore dell’Osservatorio siriano per le donne (Syrian Women Observatory, Swo), Bassam al-Kadi racconta il suo impegno prima politico e poi sociale in un’intervista rilasciata al mensile Syria Today.

 

Dopo una partecipazione attiva al Partito comunista dei lavoratori, iniziata nel 1982, al-Kadi ha conosciuto le carceri siriane per sette anni e per i successivi 19 anni gli è stato proibito viaggiare. Il tutto a causa della sua attività politica.

 

Nel 2005 fonda il Swo, con l’intento di diffondere consapevolezza sulla condizione delle donne, dei bambini e dei disabili. A oggi, il Swo è l’unica organizzazione che pubblica informazioni in lingua araba sulle violenze di genere in Siria.

 

L’Osservatorio ha aderito e promosso la campagna “Say No to Violence against Women”, organizzata dal Fondo Onu per le donne (United Nations Development Fund for Women, Undfw) nel 2008.

 

A fianco di questa partecipazione, il Swo ha lanciato tre campagne partite da iniziative proprie. La prima si propone di modificare la legge sull’associazionismo, che in Siria vincola al vaglio del governo ogni delibera di ciascuna associazione. La seconda, lanciata nel 2005, si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica sui delitti d’onore, nell’intenzione di ottenere l’abrogazione delle leggi che li permettono. L’ultima campagna, lanciata lo scorso giugno, è volta a fermare un disegno di legge che sostituisce l’esistente Personal Status Code, violando i diritti delle donne.

 

Proprio quest’ultimo impegno ha riscosso notevole successo: nonostante le reticenze iniziali della società civile a seguire al-Kadi in questa battaglia, il governo ha lasciato cadere il disegno di legge in seguito alle pressioni dell’opinione pubblica.

 

Al-Kadi sottolinea che l’importanza del Swo non corre parallela alle campagne, ma alla progressiva sensibilizzazione dei media locali ai temi dei diritti delle donne e dei bambini. Ed in questi termini si sono riscontrati negli ultimi anni risultati soddisfacenti, tanto sulla quantità quanto sulla qualità dell’informazione.

 

Attualmente, il Swo si sta impegnando per spingere il governo a rendere pubblici i disegni di legge discussi, a oggi mantenuti legalmente segreti fino alla loro conversione in legge. Inoltre è forte l’attenzione sulla violenza sessuale sui bambini, argomento che a poco a poco sta emergendo anche nei media.

 

L’impegno sociale di al-Kadi è rivolto non solo alle donne. “Sono certo che difendendo i diritti delle donne io mi batto anche per i diritti degli uomini – sostiene al-Kadi - Le donne sono la prima vittime di violenza e discriminazione, ma anche gli uomini lo sono. Quando un diritto di una donna viene violato […]ne scaturisce un’instabile relazione matrimoniale e un famiglia non bilanciata. E le conseguenze non pesano solo sulle donne, ma sui mariti, sui bambini e sulla società tutta”.

* per Osservatorio Iraq

[18 novembre 2009]