• ISSN: 2240-323X
  • Icona Facebook
  • Icona Twitter
  • Icona Youtube
  • Icona RSS Feed

Tu sei qui

Palestina. Ponti d'arte per Gaza

Sette violoncelli in regalo, una serata di grande successo del Quartetto Jusur ("ponti"), il completamento della raccolta fondi. Il laboratorio di riparazione degli strumenti musicali a Gaza potrà partire a inizio 2016. Il progetto “Liutai a Gaza, la musica al lavoro contro la distruzione” nasce da una collaborazione tra la scuola di musica palestinese Al Kamandjati, nata per portare la musica tra i bambini dei campi profughi, e la campagna Cultura è libertà e si prevede che venga sostenuto per due anni, dopo i quali camminare con le proprie gambe! 

 

Graditissimo regalo destinato al laboratorio nascente sono i sette violoncelli, alcuni piccoli, per bambini, altri un po' più grandi. Autore ne è il liutista francese Claude Lebet, che con questo atto generoso ha inteso sostenere un progetto che lo ha interessato. I violoncelli, da restaurare, costituiranno un primo materiale di lavoro per il nascente laboratorio, dedicato al  lavoro “della musica contro la distruzione”.

La solidarietà e la genersoità sono state aspetti determinanti in questo 2015 che la campagna CulturaELibertà ha dedicato prevalentemente alle iniziative per la raccolta fondi, mirata  a realizzare almeno il decollo dei “Liutai a Gaza”.

La casa del Jazz, in collaborazione con Libera, ha più volte ospitato le iniziative e grande amicizia è stata mostrata anche dalla Casa internazionale delle donne. Gli artisti hanno sempre suonato gratis, permettendoci così la raccolta fondi. La scuola di Al Kamandjati è stata presentata dal regista Dimitri Chimenti con il suo bel film Just Play; il duo Traindeville, il coro e la banda della scuola popolare di musica di Testaccio con Giovanna Marini hanno raccolto un successo strepitoso; Helmi Mhadhbi, Sanjay Kansa Banik, Angel Ballester e Dalal Suleiman (danzatrice) hanno concluso l'anno, con un successo analogo, presentando uno spettacolo di particolare fascino alla Casa del Jazz. 

Il titolo della serata “Jusur. Ponti d'arte tra Roma e Gaza”, ideato da Helmi Mhadhbi, il liutista che ha anche coordinato il quartetto, ricorda la solidarietà di questi artisti con il progetto “Liutai a Gaza”. Jusur in arabo vuol dire "ponti". E lo spettacolo è stato davvero un ponte tra Roma, il mondo e Gaza, ma anche tra oriente e occidente. 

India, Cuba, Tunisia, Palestina: da quattro angoli del mondo infatti il “Jusur Quartet” ha offerto al pubblico che riempiva la sala della Casa del Jazz, una serata di musica, letture e danza entusiasmante. La fusione dei suoni di strumenti musicali orientali e occidentali – tabla indiane, oud (liuto arabo), sax e clarinetti - ha prodotto un' armonia coinvolgente di linguaggi. I pezzi solisti di ciascun musicista hanno dato prova di grande maestria.

Incantevole l'esibizione di Dalal Suleiman, attrice e danzatrice, che ha alternato ai brani musicali la lettura di alcuni tra i più begli scritti del grande poeta palestinese Mahmoud Darwish ed ha concluso la serata con le movenze flessuose e affascinanti della sua danza.

I musicisti e la attrice-danzatrice sono artisti di grande professionalità, come mostrano le loro storie: una ragione che rende la loro solidarietà ancor più preziosa ed apprezzata. Il pubblico non ha mancato di dimostrarlo, con una partecipazione emozionata. 

 

 

23 Dicembre 2015
di: 
Alessandra Mecozzi
Area Geografica: