• ISSN: 2240-323X
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Analisi

di Francesca Manfroni
A pochi giorni dall’appuntamento all’Onu, il presidente degli Stati Uniti cerca di neutralizzare la sfida lanciata da Abu Mazen ed impedire una dichiarazione favorevole al riconoscimento dello Stato Palestinese. Il veto solitario di Washington potrebbe compromettere per sempre i piani di Obama in Medio Oriente.

 

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di Giovanni Andriolo
Fin dall’inizio della crisi politica che da gennaio ha colpito Sana’a, l’Arabia Saudita si è dimostrata particolarmente sensibile alla causa del mantenimento della stabilità nel vicino Yemen.
Sotto l’egida del Gulf Cooperation Council, infatti, Ryad ha dato impulso ad un processo di dialogo tra le parti in Yemen volto a scongiurare una transizione di Governo traumatica e sanguinosa. I motivi che spingono i Sauditi ad un tale attivismo per la stabilità dello Yemen sono certamente di carattere geo-strategico (lo Yemen condivide con l’Arabia Saudita un confine lungo 1800 chilometri), ma anche economico.

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Domenica 16 gennaio il Presidente Barack Obama ha recapitato una lettera alla dirigenza di Tehran, in merito allo scontro mediatico in atto tra i due paesi per il transito attraverso lo stretto di Hormuz.

12 Agosto 2013
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