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Focus

"Non solo Ghannouchi: cambiamenti sociali e islamismo in Tunisia". È questo il titolo di un lungo lavoro di analisi svolto dagli accademici Rikke Hostrup Haugbølle e Francesco Cavatorta alla luce delle prime elezioni politiche post-Ben Ali.  

di: 
Cecilia Dalla Negra (a cura di)

Il 23 ottobre 2011, le prime elezioni libere. Un anno dopo la Costituzione non è ancora pronta. Però il popolo tunisino c’è e vuole il cambiamento. Vuole la libertà e far valere i propri diritti. E alla fine ci si accorge che qualcosa è cambiato, quando capita che nella nuova Tunisia si faccia uno sciopero e il governo dia ascolto alla protesta.

di: 
Maria Letizia Perugini

Alle sette del mattino ero già in piedi, esaltata all’idea di votare per la prima volta nella mia vita. Una gioia “cittadina” che un anno fa, il 23 ottobre 2011, ho condiviso con milioni di tunisini. Dopo la caduta del dittatore Ben Ali, erano grandi le attese di cambiamento per la blogger Lilia Weslaty*.

di: 
Giulia Consolini (traduzione a cura di)

"Elezioni posticipate, una Costituzione che si fa attendere troppo, un paese diretto da elite disconnesse dalla realtà e un popolo frustrato: sembra quasi che il governo tunisino abbia la memoria corta…", scrive il giornalista francese Nicolas Beau, rispetto alle tensioni che animano la repubblica maghrebina nel primo anniversario della Costituente. 

di: 
traduzione a cura di Jacopo Granci

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Lo Stato di Israele ricorda per certi versi la vicina Giordania. Di dimensioni limitate, povero di risorse naturali ed energetiche, dotato di un mercato interno scarso, poco popoloso (circa 7 milioni di abitanti, dati FMI), il paese non ha certo le carte in regola per diventare un gigante. Inoltre, rispetto alla Giordania, si scontra con alcune aggravanti.

Il Regno Hashemita di Giordania non è certo un gigante economico nella regione. Eppure, la sua economia risulta attualmente la più stabile della regione. O meglio, la stabilità politica rende tale anche la sua economia.

Nell’eccezionalità del panorama della Penisola araba, la vera particolarità economica è costituita dallo Yemen. In negativo.

Nella primavera di quest’anno anche l’Oman ha affrontato le rivolte popolari, anche se di diversa rispetto ad altri paesi. Il sultano Qabous, che guida il paese da circa 40 anni, ha dato impulso ad una serie di misure sociali, come la creazione di 50 mila nuovi posti di lavoro, l’aumento del salario minimo e l’erogazione di un sussidio di disoccupazione. Ma l'economia dipende soprattutto da risorse di petrolio e gas, che sembrano comunque in diminuzione.

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