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Focus

Lo Stato di Israele ricorda per certi versi la vicina Giordania. Di dimensioni limitate, povero di risorse naturali ed energetiche, dotato di un mercato interno scarso, poco popoloso (circa 7 milioni di abitanti, dati FMI), il paese non ha certo le carte in regola per diventare un gigante. Inoltre, rispetto alla Giordania, si scontra con alcune aggravanti.

di: 
Giovanni Andriolo

Il Regno Hashemita di Giordania non è certo un gigante economico nella regione. Eppure, la sua economia risulta attualmente la più stabile della regione. O meglio, la stabilità politica rende tale anche la sua economia.

di: 
Giovanni Andriolo

Nell’eccezionalità del panorama della Penisola araba, la vera particolarità economica è costituita dallo Yemen. In negativo.

di: 
Giovanni Andriolo

Nella primavera di quest’anno anche l’Oman ha affrontato le rivolte popolari, anche se di diversa rispetto ad altri paesi. Il sultano Qabous, che guida il paese da circa 40 anni, ha dato impulso ad una serie di misure sociali, come la creazione di 50 mila nuovi posti di lavoro, l’aumento del salario minimo e l’erogazione di un sussidio di disoccupazione. Ma l'economia dipende soprattutto da risorse di petrolio e gas, che sembrano comunque in diminuzione.

di: 
Giovanni Andriolo

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Un confronto dei due paesi meno popolosi della Penisola araba (poco più di un milione entrambi) costituisce un interessante esempio di come, partendo da condizioni simili, due stati possano svilupparsi in maniera differente.

Kuwait ed Emirati Arabi Uniti (EAU) sono due paesi che, come l’Arabia Saudita, hanno creato la loro ingente fortuna tramite l’estrazione e la vendita del petrolio. Qui la primavera araba non è mai arrivata. Tuttavia l’inverno che sta per arrivare potrebbe portare con sé diverse sorprese.

Nel 2011 sono accaduti diversi fatti che hanno in qualche modo provocato fastidio al Regno dell’Arabia Saudita. Tuttavia, il più spiacevole è forse avvenuto a luglio, e non ha riguardato sommosse popolari, proteste o combattimenti.

La crescita palestinese dipende quasi esclusivamente dall’umore israeliano. I progressi dell’economia dei Territori non devono far pensare a una situazione di crescita che porta benessere: in due regioni i cui abitanti godono di un PIL procapite complessivo di circa 1.300 dollari (dati ICE), e in cui la percentuale di popolazione sotto la soglia di povertà raggiunge il 46% (dati CIA Factbook), risulta difficile parlare di sviluppo.

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