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Questione di Generi

Arma di repressione durante i giorni di piazza Tahrir, fenomeno sempre più diffuso in questa fase di transizione, la molestia sessuale contro le donne continua a piagare le strade egiziane. Prosegue la lotta femminile, in attesa che gli uomini al potere decidano di agire. 

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Una libanese di discendenze siriane, palestinesi e marocchine, approdata in Giordania e confusa circa la sua identità. Scrive di cose che la confondono ancora di più. Questa è la descrizione che Lama Bashour da di sè sul suo blog. Lama però non è solo questo*. E' una giovane donna dotata di quel senso dell’umorismo che non fa ridere, e che per questo fa ancora più ridere.

06 Luglio 2012
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Temono il ritorno della legge talebana con il ritiro delle truppe internazionali previsto per il 2014. Così, le donne più brillanti e intraprendenti hanno iniziato a lasciare l'Afghanistan: una vera e propria fuga di cervelli, tutta al femminile.

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Il villaggio di Mufagarah è di nuovo nel mirino delle forze militari israeliane, dopo la decisione dei comitati popolari delle colline a sud di Hebron di continuare, nonostante le crescenti minacce, la campagna nonviolenta "Mufagarah Project".

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 Amnesty punta il dito contro questi tre paesi. Qui, tra maltrattamenti e abusi, la diversità sessuale è ancora considerata una malattia da debellare. 

Immagine 8 marzo egitto

Migliaia di persone hanno sfilato giovedì 8 marzo nel centro del Cairo in occasione della giornata mondiale della donna, scandendo slogan contro il regime militare e rivendicando il 50% dei seggi dell’Assemblea costituente. Tre giorni dopo la corte militare ha assolto Ahmed ‘Adel al-Mogy dall’accusa di aver eseguito test di verginità. Ora le donne di Piazza Tahrir promettono nuove mobilitazioni. 

Fino alla metà del ventesimo secolo i dittatori mediorientali "liberavano" le donne nei giorni buoni, per poi ritrattare da populisti mascherati da democratici quali erano. I successi elettorali dei partiti islamici in Egitto, Tunisia e Marocco non hanno fatto che accrescere le preoccupazioni circa le politiche e le leggi rigurdardanti la famiglia e le questioni di genere, e questo nonostante le rassicuranti dichiarazioni dei loro leader (nuovi e vecchi).

Nel Kurdistan iracheno sempre più donne si danno fuoco. Altre vengono uccise, perché gli uomini non temono la legge. La scarsa fiducia nella polizia rende sempre più rare le denunce. E Il sistema legislativo non tutela le vittime di maltrattamenti. Ma i motivi sono anche altri: si nasconde la verità per “difendere l'onore dei mariti” e le donne sono ridotte al silenzio, preferendo l'auto-immolazione e il suicidio.

 

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