• ISSN: 2240-323X
  • Icona Facebook
  • Icona Twitter
  • Icona Youtube
  • Icona RSS Feed

Tu sei qui

Voci dal campo

Il 27 dicembre del 2008, mentre nel mondo si erano appena conclusi i festeggiamenti del Natale e si attendeva l’arrivo di un nuovo anno, iniziavano sulla Striscia di Gaza i bombardamenti israeliani che si sarebbero protratti sino al 18 gennaio 2009, in quella che è nota come l’operazione Piombo Fuso.

di: 

La luce al Cairo è sabbiosa e stratiforme come le tonalità implacabilmente lineari di beige e grigi che accompagnano i decadenti edifici lungo le larghe strade tra ponti, sottopassaggi, e linee ferroviarie. Mi avvicino a Tahrir, cercando di evitare le gigantesche pozzanghere d'acqua create per sedare eventuali attacchi delle forze di sicurezza con i gas lacrimogeni che attaccano il sistema nervoso, causando momentanee paralisi e tremori.

di: 

Da 34 anni nel mondo il 29 novembre si celebra la Giornata di solidarietà con il popolo palestinese. Oggi più che mai le notizie che arrivano dalla Cisgiordania occupata sono drammatiche: il governo israeliano seguita a finanziare nuovi alloggi nelle colonie della West Bank, riconosciute illegali dalle stesse Nazioni Unite.
 

di: 

In piazza Tahrir ormai da una settimana ci sono centinaia di migliaia di persone di diverse estrazioni sociali, età, appartenenti o meno a partiti politici e a movimenti. C’è una società variegata che si riconosce all’unanimità nella volontà di sostituire il potere del Consiglio superiore con un governo civile.
 

di: 

Pagine

La situazione a piazza Tahrir è fuori controllo. La leadership unita dello scorso febbraio non c’è più. Fratelli Musulmani e Salafiti si oppongono alle condizioni imposte dall’esercito sugli emendamenti extra-costituzionali, e hanno preso il controllo delle proteste che loro stessi avevano avviato. 

Ieri, alla Città dell'Altra Economia di Roma, c'è stato incontro organizzato da Europa Levante con il deputato curdo del BPD. La sala era affollata: tante le associazioni italiane che si battono per i diritti del popolo curdo e la pace in Anatolia e Mesopotamia, così come molti giovani curdi del vicino centro Ararat.

Attraversato il ponte dei due leoni, si possono già sentire le voci dei manifestanti, il frastuono delle persone che accorrono sempre più numerose in piazza Tahrir, la piazza simbolo della proteste del 25 gennaio, quella che ha visto la caduta del rais. 

Dopo 33 anni di prigionia, Fakhri Barghouti è tornato al suo popolo e alla sua famiglia come parte dell’accordo sullo scambio di prigionieri palestinesi e Gilad Shalit (il soldato israeliano rapito da Hamas, ndt) lo scorso mese. Ecco la sua drammatica testimonianza.

Pagine