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Palestina. “Se i poeti perdono”, a Salerno Ibrahim Nasrallah

“Se i poeti perdono” è il titolo del reading con Ibrahim Nasrallah, uno dei massimi poeti palestinesi, che sarà ospite della rassegna “Femminile palestinese” curata da Maria Rosaria Greco. Insieme a lui converseranno Simone Sibilio, docente di letteratura araba all’università Ca’ Foscari di Venezia e l’attore Omar Suleiman, che leggerà alcune sue poesie. 

 

 

L’appuntamento è per il 20 maggio alle 17.30 presso la libreria Guida Imagine’s Book di Salerno.  La rassegna “Femminile palestinese”, giunta alla sua terza edizione, ha per quest’anno il sottotitolo “L’occupazione oggi”, perché il focus è analizzare la situazione attuale in Palestina, dopo 68 anni di Occupazione.

Questo, come il colonialismo, sono anche i temi al centro delle opere di Nasrallah, come il filo conduttore di una nostalgia struggente che solo nella poesia trova riparo. 

Se perdono i poeti, non vince il mondo” scrive in una sua poesia.

Oggi più che mai, in pieno clima di allarmismo e islamofobia, i poeti non possono perdere. Per questo la rassegna “Femminile palestinese” vuole essere un luogo di incontro.

Il patrocinio e il partenariato del Comune di Salerno, in particolare dell’Assessorato alla Cultura e Università, insieme a Casa del Contemporaneo, Università di Salerno, Fondazione Salerno Contemporaneo, e Agenzia internazionale NenaNews, conferiscono un particolare significato istituzionale al doveroso percorso di conoscenza e confronto fra tutte le culture del Mediterraneo.

Ibrahim Nasrallah ha vinto numerosi premi letterari, tra i quali il prestigioso “Sultan ’Aways” per la poesia nel 1997. È anche romanziere, oltre che insegnante, giornalista, critico cinematografico, pittore, fotografo.

Le sue opere sono conosciute anche in Occidente, dove sono state tradotte in diverse lingue. Ha pubblicato moltissimo: romanzi, libri per bambini, saggi e, ovviamente, molte raccolte di poesie. In italiano sono stati tradotti due suoi romanzi - “Febbre” (Edizioni Lavoro 2001, trad. Capezzone), “Dentro la notte. Diario palestinese” (Ilisso 2004, trad. Dahmash) e una raccolta di poesie, “Versi” (Edizioni Q 2009, trad. Dahmash).

Nasrallah nasce nel 1954, 6 anni dopo la Nakba, nel campo profughi di Wihdat in Giordania, figlio di genitori palestinesi originari di un villaggio vicino Gerusalemme. La sua infanzia nel campo profughi e l’esperienza della diaspora sono un marchio indelebile nella sua vita e nelle sue opere, nelle quali ci parla di diritti calpestati.

Nel suo romanzo “Balcony of Disgrace”, ad esempio, affronta il tema del delitto d’onore, descrivendone la crudeltà e lo scenario di degrado sociale. Le vittime di questo crimine sono donne innocenti private dei loro diritti. 

Nasrallah analizza la condizione della donna araba, in particolare nelle classi sociali più povere e, attraverso i personaggi del romanzo, rivisita il significato di concetti dominanti come onore, virtù, purezza, virilità.

È attraverso la letteratura che lo scrittore stimola il cambiamento. Nasrallah scrive questo romanzo dopo aver letto un rapporto delle Nazioni Unite nel 2009 che definiva il numero dei delitti d’onore: ogni anno in tutto il mondo circa 5000 donne sono vittime di questo crimine. Il ruolo dell’intellettuale secondo lui è quello di guidare, sostenere. Il poeta non può perdere. 

In quella città bella e lontana
nel cortile ricoperto d’erba
ogni cosa cantava
la gente danzava.
Disse: “va dalla puledra, invitala a ballare”.
Ero timido. Se i poeti perdono non vince il mondo

 

13 Maggio 2016
di: 
Maria Rosaria Greco
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