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Vivere sotto Daesh: testimonianze di resistenza da Iraq e Siria

A Roma una settimana di incontri e appuntamenti con due attivisti in arrivo da Iraq e Siria: l'iniziativa di Un ponte per... per dare voce a una società civile che resiste all'avanzata di Daesh.

 

 

Cercare di comprendere cosa sta succedendo in Siria e in Iraq, mostrando il volto di una società civile che resiste a guerre e violenze attraverso la voce dei suoi protagonisti.  E’ questo l’obiettivo della missione in Italia di due attivisti dall’Iraq e dalla Siria. 

La missione è organizzata dall’associazione Un ponte per…, attiva in Medio Oriente da oltre 25 anni, per prendere parte ad una serie di importanti appuntamenti istituzionali ed iniziative pubbliche. 

Ospiti d’eccezione di questi incontri saranno Suha Oda, giornalista e attivista per i diritti umani di Mosul, membro dell’Iraqi Women Journalist Forum, e Jimmy Botto Shahinian, attivista di Raqqa rifugiato in Turchia, creatore dei primi Comitati di Coordinamento locali in Siria.

Comitati che distribuiscono aiuti alla popolazione siriana sotto assedio, e che documentano quotidianamente le violazioni dei diritti umani nel paese. Oda in particolare parlerà del suo lavoro di documentazione della condizione delle donne sotto Daesh. Shahinian delle persecuzioni che subiscono gli attivisti ed i membri delle minoranze. 

I due attivisti racconteranno in modo diretto la situazione attuale, alla luce delle maggiori sfide che le società civili si trovano ad affrontare, dando testimonianza delle tante iniziative messe in campo per resistere all’avanzata di Daesh nell’area.

La Presidente di Un ponte per…, Martina Pignatti Morano, illustrerà le campagne per i diritti umani e per la protezione delle vittime di discriminazione che l’associazione sta sostenendo in Iraq attraverso il programma per la società civile irachena. 

La loro visita inizierà lunedì 8 giugno con una conferenza stampa organizzata presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, per proseguire con due importanti appuntamenti nei giorni seguenti.

Oda e Shahinian saranno infatti impegnati in due audizioni ufficiali presso le Commissioni congiunte Esteri e Diritti Umani del Senato e presso il Comitato Diritti umani della Camera. Previsto invece per il 10 giugno il seminario organizzato dalla Rete dei Parlamentari per la Pace. 

L’11 giugno sarà infine la giornata dedicata a due importanti iniziative pubbliche: nel pomeriggio Oda e Shahinian saranno ospiti di un incontro presso il Dipartimento di Studi Orientali dell’Università La Sapienza di Roma (ore 16,30 – 19), nel quale interverranno anche Ismaeel Dawood (Policy officer di Un ponte per…) e Lorenzo Declich (Limes), coordinato da Laura Guazzone, docente di Storia contemporanea dei Paesi arabi alla Sapienza. 

L’iniziativa si concluderà quindi in serata con una proiezione presso il Cinema Apollo 11 (via Bixio 80/b) del documentario “Due paesi, un esilio” di Federico Dessì e Justin de Gondague (prodotto da Focus on Syria), film di testimonianza sui temi dell’identità, del rifugio e dell’esilio della popolazione curdo-siriana stretta nella morsa della guerra civile e della lotta per l’indipendenza. 

Nell'ambito degli incontri verrà distribuito il documento “Da al-Qaeda in Iraq a Daesh: storia, realtà e propaganda” realizzato da Lorenzo Declich con la collaborazione di Un ponte per...

Gli ospiti

Suha Oda (Iraq) – 29 anni, giornalista e attivista per i diritti umani, membro dell’Iraqi Women Journalist Forum. E’ fuggita da Mosul, sua città natale, in seguito alla conquista da parte di Daesh. Scrive per alcuni tra i principali media iracheni e si occupa prevalentemente di questioni di genere e della condizione femminile nelle aree di conflitto attualmente controllate da Daesh. 

Jimmy Botto Shahinian (Siria) - 27 anni, attivista, è stato tra i primi a mobilitarsi nella sua città natale, Raqqa, dove ha creato e seguito i Coordination Committees locali per gestire gli aiuti alla popolazione. Arrestato più volte dal regime, ha continuato a vivere tra Raqqa ed Aleppo finche Daesh non ha occupato la sua città ed è dovuto fuggire in Turchia. Ha creato un gruppo che si occupa di monitoraggio e documentazione delle violazioni dei diritti umani in Siria. Attualmente rifugiato a Gaziantep, collabora con il Governo provvisorio siriano.

Qui l'evento Faceboolk. La foto pubblicata è un'opera di Tammam Azzam. 

 

 

07 Giugno 2015
di: 
Redazione
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