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Egitto. Se i sindacati egiziani voltano le spalle ai Fratelli

Dopo le pesanti sconfitte in ambito universitario, le elezioni per il rinnovo dei consigli sindacali rischiano di trasformarsi nell'ennesima debacle degli islamisti. Dai giornalisti ai farmacisti, i Fratelli sembrano perdere inevitabilmente terreno in favore di altre forze. 

 

 

di Marco Di Donato

 

La strategia di penetrazione sociale rappresenta una delle storiche metodologie tese alla costruzione del consenso islamista. Uno 'schema di successo' nella storia della Fratellanza egiziana, ma non solo.

E' infatti tutto il panorama islamista ad aver puntato sempre sulla conquista dei consigli di amministrazione degli ordini professionali o ad aver provato a piazzare i propri uomini a capo di questo o quel sindacato.

Solitamente si partiva dalle università, 'luogo del dissenso', dove i più giovani potevano esprimere attraverso elezioni meno pilotate di quelle nazionali, le proprie preferenze. Quella gioventù ben educata delle facoltà scientifiche destinata a diventare la classe dirigente della Fratellanza. 

E così che una volta cresciuti, le nuove leve avrebbero potuto conquistare anche gli ordini professionali e i sindacati, nell'interesse del movimento.

Ebbene, oggi i Fratelli quelle posizioni sembrano iniziare a perderle. E i campanelli di allarme sono principalmente due. In primis l'elezione di Diaa Rashwan, capo dell'Ahram Center for Political and Strategic Studies e voce storicamente molto critica nei confronti della Fratellanza, come rappresentante ufficiale del sindacato dei giornalisti egiziani.

Al suo fianco sei consiglieri tutti altrettanto “ostili” alle politiche del governo Morsi: Karem Mahmoud (nasserista del Tahrir Daily), Alaa Thabet (vecchio collaboratore di Al-Ahram), Osama Dawoud (nasserista del quotidiani al-Araby), Gamal Abdel Rehim (del quotidiano di proprietà statale al-Gomhurriya), Hanan Fekry (copta) e Khaled al-Balshy (uomo di sinistra legato al sito web Al-Bedaya).

Le cose non sono andate meglio il 22 marzo scorso, quando si è tornati alle urne per eleggere 12 dei 24 seggi del consiglio nazionale del sindacato dei farmacisti.

Secondo quanto riporta al-Misr al-Youm, la battaglia si è giocata fra la Egyptian Pharmacists Coalition (legata alla Fratellanza), la Professional Pharmacists Coalition  (formazione secolare) e gli indipendenti della Independent Pharmacists List.

I primi risultati mostrerebbero una netta sconfitta per la Fratellanza che si accontenterebbe di soli due seggi contro i dieci conquistati dalla Professional Pharmacists Coalition.

Resta comunque da dire, ed al-Misr al-Youm lo sottolinea con forza, che l'affluenza al voto è stata bassissima (circa il 12%) e che questo fattore ha inevitabilmente contribuito a determinare (in un senso o nell'altro) il risultato finale.

Le difficoltà dei Fratelli nel controllare il malcontento dei lavoratori e nel soddisfare le loro richieste sono ormai evidenti ed ora il “movimento” islamista non fa altro che pagare gli scarsi risultati del “partito” al potere.

Ed allora anche il sindacato degli insegnanti, l'Independent Teachers Syndicate, organizza conferenze particolarmente polemiche nei confronti dell'operato di Morsi e del suo staff, chiedendo un miglioramento delle condizioni lavorative e salariali.

Ed allora anche quello delle guide turistiche, capeggiato da Motaz al-Sayed, chiede ai suoi iscritti di incrociare le braccia: come sempre il problema è il salario.

Ad Assuan la sezione locale si è addirittura spinta a chiedere l'interruzione del flusso di turisti stranieri fino a quando non saranno ripristinate condizioni di lavoro accettabili. Le stesse condizioni che da tempo richiedono agricoltori, pescatori e molte altre sigle sindacali per bocca dei loro rappresentanti.

Le difficoltà nella gestione del potere centrale stanno dunque iniziando ad interessare con sempre maggiore insistenza le storiche sacche di consenso della Fratellanza.

Al fianco dell'apparentemente imbattile 'armata islamista' vanno infatti creandosi nuove formazioni e strutture 'alternative' che vengono percepite con sempre maggiore credibilità dalla popolazione.

Fino a quando il National Salvation Front continuerà tuttavia ad opporre il suo netto rifiuto ad una eventuale partecipazione alle elezioni, i Fratelli Musulmani non avranno poi molto da temere in un confronto per il rinnovo dei seggi parlamentari.

Ciononostante, e magari anche in ragione di questi nuovi sorprendenti risultati che hanno visto le formazioni liberali e secolari guadagnare molto tereno sui loro rivali, e se le forze di opposizione dovessero decidere di scendere in campo e fronteggiare i Fratelli alle urne, il risultato non sembra più così scontato come qualcuno avrebbe potuto immagine solo alcuni mesi addietro. 
 

Foto di Hossam el-Hamalawy 

26 marzo 2013