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Melilla. Chiusi fuori

Non solo respingimenti via mare nella cosiddetta politica migratoria europea. Madrid reintroduce le "lamette" in cima al doppio reticolato che circonda l'enclave spagnola per bloccare il transito dal territorio marocchino.

 

 

Un ritorno al passato. Mentre i politici europei spendono parole e lacrime di coccodrillo per commemorare i morti nel Mediterraneo, nuove pericolose insidie vengono apposte sul cammino dei migranti che tentano di attraversare le frontiere Shengen via terra.

Nei giorni scorsi il governo iberico ha deciso di reinstallare le concertinas, reti cesellate con piccole lame affilate, sul doppio muro metallico (alto 6 m e lungo 9 km) che separa Melilla dal Marocco. La pressione delle ong e delle associazioni per i diritti umani aveva costretto l'ex premier Zapatero a toglierle, nel 2007.

Ma non è questa l'unica novità introdotta in tema di chiusura e innalzamento delle barriere, erette per scoraggiare il transito di profughi - in maggioranza sub-sahariani - ammassati nei boschi al di là dal confine. La guardia civil avrà a disposizione un secondo elicottero per pattugliare il tracciato della valla, dotato di telecamere a sensori termici per ispezionare anche di notte quelle porzioni di territorio marocchino dove si verificano più frequentemente i tentativi di scavalcamento.

 

(Foto: associazione Prodein)

 

05 Novembre 2013
di: 
Redazione
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