• ISSN: 2240-323X
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L'alternativa islamica. Aperture e chiusure del radicalismo

Autore/i: 
Massimo Campanini
Editore: 
Bruno Mondadori

 

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Sayyid Qutb sosteneva che “fa parte dell’autentica natura dell’Islam prendere l’iniziativa per liberare gli
essere umani di tutta la Terra dalla servitù nei confronti di qualcun altro che non sia Dio”. E sono proprio queste le parole che si leggono appena si sfoglia l’ultimo libro di Massimo Campanini, "L’alternativa islamica. Aperture e chiusure del radicalismo".

Il libro, edito da Bruno Mondadori, (pagine 168, euro 18,00), analizza l'Islam del Ventesimo secolo, provando a comprendere se esistano forme progettuali post-moderne legate all'islamismo, e se il fallimento dei movimenti islamisti nella gestione del potere sia destinato a rimanere tale o potrà
avere positivi sviluppi futuri.

Il tutto nella convinzione che Al-Qaeda abbia gettato un’ombra sinistra su ogni possibile progettualità
politica d’ispirazione islamica, ma altrettanto consapevole che la realtà è sempre pronta a smentire ogni previsione.

In questo senso la “Primavera araba” è un primo segnale che sembra muovere in direzione opposta, proprio verso quell’alternativa islamica di cui parla nel suo libro.

Negli ultimi decenni del XX secolo l’Islam radicale o politico si è presentato come un’alternativa di contestazione ai sistemi politici vigenti, tanto nel mondo sunnita (col qutbismo e post-qutbismo) quanto nel mondo sciita (con la rivoluzione khomeinista ed Hezbollah).

Se oggi l'Islam politico rappresenta ancora una sfida o un pericolo è ancora un'incognita.

L’istituzionalizzazione e il prevalere di correnti terroristiche hanno finora fatto fallire il progetto alternativo islamico, ma all’alba del XXI secolo nuove ed articolate forme di Islam si propongono sullo scenario politico, con lo scopo di rinnovare le prospettive di trasformazione politica all’interno di un mondo globalizzato.