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Arabia Saudita

Appaiono sempre più insistenti le voci e i segnali che suggeriscono come, una volta risolta la questione libica, le forze internazionali stiano rivolgendo la propria attenzione alla Siria. In realtà, i fatti degli ultimi tempi fanno temere scenari peggiori. Stati Uniti e Israele starebbero agendo, in accordo con le potenze arabe del Golfo, per approntare una serie di attacchi contro l’asse Siria - Iran, con lo scopo finale di abbattere il comune avversario persiano.

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7 novembre 2011 - Mentre la repressione continua, con 13 persone uccise nel giorno sacro per l'Islam, la Lega Araba si affretta a convocare una riunione di emergenza per discutere il fallimento del piano di pace proposto ad Assad. E la Francia fa la voce grossa.

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Mentre il caos continua ad imperversare nello Yemen, un altro attore sta gradualmente cercando di emergere nella rivolta contro il regime di Ali Abdullah Saleh. Al-Qaeda nella Penisola Araba (AQAP), estensione territoriale del network qaedista nello Yemen sembra attualmente aver cambiato strategia iniziando a presentarsi come parte integrante della primavera araba nel paese.

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Circondata da 27 chilometri di cemento, Camp Victory è la più grande delle 505 basi militari una volta gestite dagli Stati Uniti d'America in Iraq. Oggi sono tutte chiuse, tranne una decina. Esarà certamente lei l'ultima a spegnere le luci su una guerra che dopo otto anni dalla "vittoria" americana ha il sapore amaro della sconfitta.

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Al World Economic Forum 2011, la coppia reale di Giordania e Tony Blair hanno indicato la via per promuovere l'occupazione tra i giovani del mondo arabo, sperando di disinnescare una delle micce che ha fatto esplodere le piazze. Dinamismo per l'imprenditoria, coraggio negli investimenti, istruzione, fiducia. E intanto, la Coca Cola annuncia che in dieci anni investirà 5 miliardi di dollari.

"Fatico a credere che la Casa Bianca creda davvero a un Iran che voglia colpire l'America, tanto più sul suolo americano. La partita è un'altra, e si gioca su un altro terreno. E gli Usa la stanno perdendo. Intervista a Antonello Sacchetti*.

 

Il sangue versato dai protagonisti della primavera araba è anche colpa dell'Occidente e dell'Italia in particolare. È quanto emerge dal rapporto di Amnesty International “Arms transfer to the Middle East and North Africa”.

 

 

 

 

5 ottobre 2011 - I venti della primavera araba hanno ripreso a soffiare nella parte orientale dell'Arabia Saudita. Negli ultimi tre giorni, la polizia del regno ha aperto il fuoco sui manifestanti, provocando molti feriti. Non più proiettili di gomma quindi, contro una protesta che cerca disperatamente di prendere piede anche nel paese che sembrava aver scongiurato i pericoli delle proteste di piazza.

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