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Libano

Al World Economic Forum 2011, la coppia reale di Giordania e Tony Blair hanno indicato la via per promuovere l'occupazione tra i giovani del mondo arabo, sperando di disinnescare una delle micce che ha fatto esplodere le piazze. Dinamismo per l'imprenditoria, coraggio negli investimenti, istruzione, fiducia. E intanto, la Coca Cola annuncia che in dieci anni investirà 5 miliardi di dollari.

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11 ottobre 2011 - "A tutta l'Europa e all'America, invieremo le bombe degli attentatori suicidi che si trovano ora nei vostri paesi, se bombarderete la Siria o il Libano". Queste le parole del Gran Muftì siriano, il cui figlio - secondo il governo di Damasco - è stato ucciso da "terroristi" aiutati dai paesi esteri, con l'intento di destabilizzare la Siria.

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12 ottobre 2011- Il cardinale maronita Nasrallah Sfeir, ex capo della Chiesa, ha affermato che ogni patriarca ha una sua politica e delle sue convinzioni e che una visita in Siria durante i termini del suo mandato come Patriarca avrebbe significato un'accettazione della presenza siriana in Libano.

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di Giovanni Andriolo
In un mondo sempre più interconnesso e interdipendente, la crisi di un paese può avere conseguenze a volte incalcolabili e, soprattutto, incontrollabili. Questo paese si chiama Tunisia, il detonatore che ha fatto esplodere l’intera regione Mena (Medioriente-Nordafrica). E se è vero che la primavera del 2011 ha portato con sé sconvolgimenti epocali per tutta l’area, tuttavia l’autunno si preannuncia tutt’altro che trionfale, almeno dal punto di vista economico.

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Il Libano del ventunesimo secolo è un paese complesso. E questo che sta per arrivare sarà un inverno particolarmente impegnativo. 

Evidentemente la primavera araba è stata una sorpresa solo per noi occidentali, le coscienze delle nuove generazioni della regione si stavano formando da anni per arrivare a questo momento. E’ quanto sostiene il primo di una serie di rapporti redatti da intellettuali e studiosi arabi, e prodotti dall’Ufficio regionale per gli Stati arabi dell’Undp (United Nations Development Programme). Si tratta di un’analisi che, riletta alla luce degli eventi di questi ultimi mesi, stupisce per la sua lungimiranza. Secondo il rapporto, i giovani e in particolare la popolazione femminile sono profondamente sensibili ai problemi sociali (educazione, partecipazione politica, assistenza sanitaria, ambiente..), e, per quanto il desiderio di emigrare resti alto, la ricerca rivela che va diminuendo soprattutto tra le nuove generazioni.

 

Il secondo rapporto sullo sviluppo umano nella regione araba focalizza la sua analisi sul primo dei problemi individuati nel 2002: l’acquisizione, la produzione e la diffusione del sapere. Il rapporto parte dall’assunto che il maggiore gap tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo sia nel campo della produzione del sapere, lo spostamento di questi paesi verso la “società del sapere” potrà portare grandi guadagni  in termini di sviluppo e ricchezza.

 

 

 

Il terzo rapporto della serie degli Ahdr si concentra sul livello di libertà nel mondo arabo: un’intera sezione dedicata al modo in cui il concetto viene declinato in tutta la cultura araba: religione, economia, società. Una riflessione sul rapporto tra libertà e democrazia e su come conciliare questi due aspetti all’interno del mondo arabo. Libertà e diritti umani: il quadro legale della regione. E infine la sezione dedicata a libertà e politica: la società civile secondo il rapporto ha intensificato la sua attività, nonostante i molti ostacoli che deve affrontare, imposti soprattutto dai governi. Le organizzazioni della società civile sono concentrate soprattutto in alcuni paesi: Egitto, Tunisia e Algeria i principali.

 

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