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Libano

di Giovanni Andriolo
In un mondo sempre più interconnesso e interdipendente, la crisi di un paese può avere conseguenze a volte incalcolabili e, soprattutto, incontrollabili. Questo paese si chiama Tunisia, il detonatore che ha fatto esplodere l’intera regione Mena (Medioriente-Nordafrica). E se è vero che la primavera del 2011 ha portato con sé sconvolgimenti epocali per tutta l’area, tuttavia l’autunno si preannuncia tutt’altro che trionfale, almeno dal punto di vista economico.

di: 

Il Libano del ventunesimo secolo è un paese complesso. E questo che sta per arrivare sarà un inverno particolarmente impegnativo. 

di: 
Giovanni Andriolo

Evidentemente la primavera araba è stata una sorpresa solo per noi occidentali, le coscienze delle nuove generazioni della regione si stavano formando da anni per arrivare a questo momento. E’ quanto sostiene il primo di una serie di rapporti redatti da intellettuali e studiosi arabi, e prodotti dall’Ufficio regionale per gli Stati arabi dell’Undp (United Nations Development Programme). Si tratta di un’analisi che, riletta alla luce degli eventi di questi ultimi mesi, stupisce per la sua lungimiranza. Secondo il rapporto, i giovani e in particolare la popolazione femminile sono profondamente sensibili ai problemi sociali (educazione, partecipazione politica, assistenza sanitaria, ambiente..), e, per quanto il desiderio di emigrare resti alto, la ricerca rivela che va diminuendo soprattutto tra le nuove generazioni.

 

di: 

Il secondo rapporto sullo sviluppo umano nella regione araba focalizza la sua analisi sul primo dei problemi individuati nel 2002: l’acquisizione, la produzione e la diffusione del sapere. Il rapporto parte dall’assunto che il maggiore gap tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo sia nel campo della produzione del sapere, lo spostamento di questi paesi verso la “società del sapere” potrà portare grandi guadagni  in termini di sviluppo e ricchezza.

 

 

 

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di Giovanni Andriolo
In un mondo sempre più interconnesso e interdipendente, la crisi di un paese può avere conseguenze a volte incalcolabili e, soprattutto, incontrollabili. Questo paese si chiama Tunisia, il detonatore che ha fatto esplodere l’intera regione Mena (Medioriente-Nordafrica). E se è vero che la primavera del 2011 ha portato con sé sconvolgimenti epocali per tutta l’area, tuttavia l’autunno si preannuncia tutt’altro che trionfale, almeno dal punto di vista economico.

Il Libano del ventunesimo secolo è un paese complesso. E questo che sta per arrivare sarà un inverno particolarmente impegnativo. 

Evidentemente la primavera araba è stata una sorpresa solo per noi occidentali, le coscienze delle nuove generazioni della regione si stavano formando da anni per arrivare a questo momento. E’ quanto sostiene il primo di una serie di rapporti redatti da intellettuali e studiosi arabi, e prodotti dall’Ufficio regionale per gli Stati arabi dell’Undp (United Nations Development Programme). Si tratta di un’analisi che, riletta alla luce degli eventi di questi ultimi mesi, stupisce per la sua lungimiranza. Secondo il rapporto, i giovani e in particolare la popolazione femminile sono profondamente sensibili ai problemi sociali (educazione, partecipazione politica, assistenza sanitaria, ambiente..), e, per quanto il desiderio di emigrare resti alto, la ricerca rivela che va diminuendo soprattutto tra le nuove generazioni.

 

Il secondo rapporto sullo sviluppo umano nella regione araba focalizza la sua analisi sul primo dei problemi individuati nel 2002: l’acquisizione, la produzione e la diffusione del sapere. Il rapporto parte dall’assunto che il maggiore gap tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo sia nel campo della produzione del sapere, lo spostamento di questi paesi verso la “società del sapere” potrà portare grandi guadagni  in termini di sviluppo e ricchezza.

 

 

 

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