• ISSN: 2240-323X
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Libia

Evidentemente la primavera araba è stata una sorpresa solo per noi occidentali, le coscienze delle nuove generazioni della regione si stavano formando da anni per arrivare a questo momento. E’ quanto sostiene il primo di una serie di rapporti redatti da intellettuali e studiosi arabi, e prodotti dall’Ufficio regionale per gli Stati arabi dell’Undp (United Nations Development Programme). Si tratta di un’analisi che, riletta alla luce degli eventi di questi ultimi mesi, stupisce per la sua lungimiranza. Secondo il rapporto, i giovani e in particolare la popolazione femminile sono profondamente sensibili ai problemi sociali (educazione, partecipazione politica, assistenza sanitaria, ambiente..), e, per quanto il desiderio di emigrare resti alto, la ricerca rivela che va diminuendo soprattutto tra le nuove generazioni.

 

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Il secondo rapporto sullo sviluppo umano nella regione araba focalizza la sua analisi sul primo dei problemi individuati nel 2002: l’acquisizione, la produzione e la diffusione del sapere. Il rapporto parte dall’assunto che il maggiore gap tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo sia nel campo della produzione del sapere, lo spostamento di questi paesi verso la “società del sapere” potrà portare grandi guadagni  in termini di sviluppo e ricchezza.

 

 

 

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Il terzo rapporto della serie degli Ahdr si concentra sul livello di libertà nel mondo arabo: un’intera sezione dedicata al modo in cui il concetto viene declinato in tutta la cultura araba: religione, economia, società. Una riflessione sul rapporto tra libertà e democrazia e su come conciliare questi due aspetti all’interno del mondo arabo. Libertà e diritti umani: il quadro legale della regione. E infine la sezione dedicata a libertà e politica: la società civile secondo il rapporto ha intensificato la sua attività, nonostante i molti ostacoli che deve affrontare, imposti soprattutto dai governi. Le organizzazioni della società civile sono concentrate soprattutto in alcuni paesi: Egitto, Tunisia e Algeria i principali.

 

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24 ottobre 2011 - Il senatore John McCain, partecipando al World economic forum in Giordania, ha affermato che ora che la campagna in Libia sta per finire, si potrà considerare un'azione militare della Nato per proteggere i civili in Siria.

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di Marco Di Donato (CISIP)
I paradossi nella politica del Vicino e Medio Oriente sembrano non avere mai fine. Doppie misure, standard differenti, atteggiamenti mutevoli, notizie inaspettate. Notizie come quella apparsa lo scorso 14 aprile su Nowlebanon.com, secondo cui il vicemistro degli Esteri libico Khaled al-Kaaim ha accusato il Partito sciita libanese Hezbollah di aver inviato cecchini nella città di Misurata per sostenere le attività dei ribelli libici.

 Negli ultimi nove mesi, l’intera regione mediorientale – dal Marocco alla Siria, fin giù nello Yemen - è stata caratterizzata da una serie di rivolte popolari che ha alterato, con diversi gradi d’

Il ruolo di Internet nel giornalismo di oggi. E ancora, la Siria di Asad e i cambiamenti che stanno investendo il Medio Oriente.

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