• ISSN: 2240-323X
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Marocco

Evidentemente la primavera araba è stata una sorpresa solo per noi occidentali, le coscienze delle nuove generazioni della regione si stavano formando da anni per arrivare a questo momento. E’ quanto sostiene il primo di una serie di rapporti redatti da intellettuali e studiosi arabi, e prodotti dall’Ufficio regionale per gli Stati arabi dell’Undp (United Nations Development Programme). Si tratta di un’analisi che, riletta alla luce degli eventi di questi ultimi mesi, stupisce per la sua lungimiranza. Secondo il rapporto, i giovani e in particolare la popolazione femminile sono profondamente sensibili ai problemi sociali (educazione, partecipazione politica, assistenza sanitaria, ambiente..), e, per quanto il desiderio di emigrare resti alto, la ricerca rivela che va diminuendo soprattutto tra le nuove generazioni.

 

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Il secondo rapporto sullo sviluppo umano nella regione araba focalizza la sua analisi sul primo dei problemi individuati nel 2002: l’acquisizione, la produzione e la diffusione del sapere. Il rapporto parte dall’assunto che il maggiore gap tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo sia nel campo della produzione del sapere, lo spostamento di questi paesi verso la “società del sapere” potrà portare grandi guadagni  in termini di sviluppo e ricchezza.

 

 

 

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Il terzo rapporto della serie degli Ahdr si concentra sul livello di libertà nel mondo arabo: un’intera sezione dedicata al modo in cui il concetto viene declinato in tutta la cultura araba: religione, economia, società. Una riflessione sul rapporto tra libertà e democrazia e su come conciliare questi due aspetti all’interno del mondo arabo. Libertà e diritti umani: il quadro legale della regione. E infine la sezione dedicata a libertà e politica: la società civile secondo il rapporto ha intensificato la sua attività, nonostante i molti ostacoli che deve affrontare, imposti soprattutto dai governi. Le organizzazioni della società civile sono concentrate soprattutto in alcuni paesi: Egitto, Tunisia e Algeria i principali.

 

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Il report si concentra sull’analisi della human security nel mondo arabo, intendendo con questo concetto “la libertà da quelle intense, ampie, prolungate e globali minacce a cui la vita e la libertà degli esseri umani possono essere vulnerabili”. Il concetto viene affrontato da molti punti di vista restituendo un quadro completo e esaustivo dei maggiori pericoli a cui la popolazione del mondo arabo può essere soggetta. Principali problemi: l’inquinamento, la violenza, il traffico di esseri umani, la vulnerabilità economica, la fame, la salute, l’occupazione militare. Tra le riflessioni finali viene inserito un dubbio: lo Stato è la soluzione o il problema?

 

 

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Il treno ha appena superato la stazione Rabat-ville. Mi affaccio al finestrino e vedo la torre Hassan spuntare imponente sui tetti delle case circostanti. Poco più in là c’è la casbah des Oudayas, che osserva dall’alto del suo promontorio l’incontro silenzioso tra il mare dell’Atlantico e il fiume Bouregreg.

 Negli ultimi nove mesi, l’intera regione mediorientale – dal Marocco alla Siria, fin giù nello Yemen - è stata caratterizzata da una serie di rivolte popolari che ha alterato, con diversi gradi d’

Mercoledì 12 ottobre, presso la sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma, si terrà un incontro dal titolo: "Promuovere la democrazia di genere e combattere la violenza contro le donne nel Mediterraneo". La discussione moderata da Luisa Morgantini – Associazione per la Pace - vedrà la partecipazione di un ampio gruppo di rappresentanti di organizzazioni nordafricane e mediorientali che si occupano dei diritti delle donne.

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