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Oman

Le ricchezze degli Stati arabi del Golfo potrebbero diventare, nel giro di qualche anno, un preoccupante deficit. Lo sostiene un recente rapporto del Fondo monetario Internazionale, che sottolinea i pericoli che potrebbero arrivare nella penisola anche dall’Europa.

 

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Pochi giorni fa Jason Burke, giornalista britannico esperto di terrorismo jihadista, scriveva dalle pagine del Guardian che se è possibile trovare una costante dietro tutte le guerre lanciate dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 questa va ricercata in una semplice domanda: che cos’è al-Qaeda?

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Abbiamo cercato di guardare alle Primavere Arabe in chiave controrivoluzionaria per capire perché ancora oggi in Egitto e Bahrein, passando per lo Yemen, migliaia di persone continuano a rischiare la propria vita a mani nude in nome della libertà. Oggi il nostro lavoro è diventato un libro. 

 

 

 

 

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Front Line Defenders lancia oggi una campagna per non dimenticare 15 "eroi" dei diritti umani in tutto il mondo. Si chiama "Sogno Olimpico" e mira a richiamare l'attenzione su coloro che rischiano la loro vita per difendere i diritti e le libertà di tutti.

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Nel suo ultimo rapporto l'UNHCR sottolinea i numeri impressionanti delle migrazioni forzate registrate l’anno scorso. Complessivamente sarebbero 4,3 milioni le persone costrette ad abbandonare le propria casa, 800 mila delle quali attraversando il confine dei propri Stati. Il Medio Oriente è la regione del mondo da cui si fugge di più, senza contare quei 4,8 milioni di palestinesi condannati a essere profughi a vita. 

In una stagione caratterizzata da un sostanziale riequilibrio delle forze, soprattutto in quei paesi protagonisti della primavera rivoluzionaria del 2011, la macroregione mediorientale risulta la più coinvolta nella corsa agli armamenti. A differenza dal passato però, le popolazioni dei paesi coinvolti stanno maturando una coscienza civile. 

Vengono impiccati su una gru edile, sotto gli occhi di tutti. Oppure le condanne vengono eseguite in segreto, in carcere. Spesso sono minorenni che non vengono perdonati dai parenti delle vittime. Succede in Iran, dove le esecuzioni capitali hanno subito un aumento del 99% nel 2011. Ma l'Arabia Saudita non è da meno. 

Durante l'anno scorso siamo stati testimoni di un cambiamento radicale in quasi tutto il Medio Oriente. E da quando il 'potere della gente' riempie le strade, in ogni angolo della regione si reclamano diritti, tranne che per i migranti. 

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