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Yemen

Dog of war, soldati di ventura, avventurieri o mercenari: così erano comunemente definiti gli uomini assoldati per uccidere e combattere in cambio di somme di denaro dai signori della guerra, dittatori o gruppi sovversivi senza scrupoli. Di mercenarismo si parlerà con attivisti di tutto il mondo a Roma, il 19 e il 20 marzo, giorno dell'inizio dell'invasione anglo-americana dell'Iraq. 

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Un rapporto di Human Rights Watch raccoglie le voci di chi si trova nella braccio della morte. Sono tutti bambini cresciuti in carcere e che oggi trovano il coraggio di parlare e protestare.     

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Mentre le tensioni nel sud continuano ad aumentare, il Consiglio di sicurezza ha minacciato di adottare sanzioni contro quelle figure politiche che stanno ostacolando il processo di transizione. Tra queste, l’ex dittatore Ali Abdullah Saleh ed Ali Salim al-Bayd, figura di spicco del Movimento Meridionale.

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Che cosa è stato il 2012 per il Medio Oriente e il Nord Africa? Intervista a Soazig Dollet, responsabile per la sezione Medio Oriente e Nord Africa di Reporter sans Frontières.

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“La corruzione nel settore della difesa è una violazione grave della legge, sia da parte di chi la esercita che da parte di chi la subisce.” Transparency International risponde a Berlusconi.

Il ruolo delle donne arabe nelle sollevazioni è stato centrale. E lo è ancora. Una conferenza, a Roma, ospita le voci di alcune protagoniste della primavera. Ed è l’occasione per presentare la ‘Relazione Costa’, che chiede al Parlamento europeo l’assunzione di responsabilità per sostenere i diritti di genere nei processi di transizione democratica.

Nonostante gli oltre 4 mesi di ritardo, il governo yemenita non ha ancora fissato la data d'inizio del forum che dovrebbe permettere al paese di completare la sua fase di 'transizione' in vista delle elezioni. Il piano dell'Arabia Saudita rischia però di fallire e di diventare la causa scatenante dello scoppio di una guerra civile.  
 

“A due anni di distanza l’euforia dalla Primavera araba sembra ormai un ricordo del passato”. Si apre così il 23esimo rapporto annuale di HRW, che in 700 pagine racconta la situazione dei diritti umani in 90 paesi del mondo. Anche quest’anno il focus parla arabo.

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