• ISSN: 2240-323X
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Yemen

"ll mondo sta diventando un posto sempre più pericoloso per rifugiati e migranti": è questo il messaggio di Amnesty International, che presenta il Rapporto 2013 sulla situazione globale dei diritti umani. Frontiere chiuse agli uomini ma aperte alle armi, conflitti regionali e violenze di genere, in una panoramica che abbraccia anche il Medio Oriente. E non risparmia l’Europa. 

23 Maggio 2013
di: 
Cecilia Dalla Negra

Credo che questa sia la migliore definizione del giornalismo che abbia mai sentito: 'Il nostro scopo è quello di monitorare i centri del potere'. Sfidare l'autorità - qualsiasi autorità - soprattutto quando i governi e i politici ci trascinano in guerra, quando decidono che loro uccideranno, e altri moriranno.  (R. Fisk - Cronache Mediorientali)

03 Maggio 2013
di: 

Cento detenuti su 166 sono in sciopero della fame da più di 12 settimane: una mobilitazione senza precedenti, con una campagna online che in 48 ore ha già raccolto migliaia di firme, perché "la chiusura di questa eredità avvelenata dell’amministrazione Bush è ancora lontana", denuncia Nawaat.   

di: 

Nonostante gli "sviluppi positivi" e la tendenza globale all'abolizione della pena di morte, il suo utilizzo nei paesi del Medio Oriente continua ad essere "motivo di grande preoccupazione" per Amnesty International. Che pubblica il suo rapporto annuale relativo al 2012. 

 

10 Aprile 2013
di: 
Francesca Gnetti

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Da oggi il sito Osservatorioiraq.it inizia una nuova avventura: sarà gestito da una cooperativa composta da quei giornalisti e ricercatori che negli ultimi due anni hanno contribuito a portare avanti questo progetto editoriale. Comincia una nuova storia, che riparte da noi.

16 Giugno 2013

Domani a Venezia, Gilles Kepel racconta il suo "viaggio in Oriente", un pellegrinaggio durato due anni e che lo ha visto visitare tutti i 'luoghi sacri' della rivoluzione. Di qui la sua nuova "passione" araba.

Dopo lunghe attese e incertezze, lo Yemen è chiamato a disegnare il futuro assetto dello proprio Stato. Tensioni interne e influenze esterne rischiano tuttavia di ridimensionare le prospettive di riuscita del 'dialogo nazionale'.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la confisca di lettere e fotografie, nonché l’ispezione di alcune copie del Corano. La decisione presa da 33 detenuti di entrare in sciopero della fame è l’estrema risposta a una reclusione di cui è impossibile intravedere la fine. Nonostante le promesse di Obama.

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