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Libano, sciopero nazionale dei lavoratori libanesi e scontri in piazza
di Nancy Porsia*
Scontri e focolai sparsi di protesta hanno accompagnato la revoca dello sciopero indetto per questa mattina (7 maggio) a Beirut dall'Unione dei lavoratori e Hizbollah per chiedere l'aumento dei salari.
Nelle aree controllate dal Partito di dio i dimostranti hanno bloccato le strade con barriere di fortuna, dando fuoco ai cassonetti della spazzatura e le macchine sul posto. Stamane risultavano bloccate anche la strada che collega la capitale all'aeroporto internazionale e la strada verso l'area commerciale della città.
È stata anche assaltata la sede del partito Al Mustaqbal nel quartiere Ras al Nabah, nella parte ovest di Beirut. E pesanti scontri sono scoppiati tra i sostenitori del partito di opposizione sciita Amal e del Partito progressista socialista del leader druso e membro della maggioranza Walid Jumblat nel quartiere Musaitbeh, sempre a ovest. Esplosioni si sono registrate in alcune zone della città.
Secondo fonti governative, lo sciopero – convocato per chiedere un aumento dei salari dai 200 dollari attuali a 500 - sarebbe stato annullato per via di un mancato accordo sull'itinerario della manifestazione.
L'Unione dei lavoratori aveva sottoposto il percorso al vaglio del procuratore del distretto nord della capitale Nasif Qalush, il quale aveva già accettato – come proposto dal movimento – il concentramento nei pressi di Al Barbir a la fine del corteo davanti alla Banca centrale del Libano. Era stato concordato anche il corteo lungo la strada verso l'aeroporto Rafiq Hariri dove le attività di volo sarebbero state interrotte dalle 9 alle 14. Ma nel pomeriggio di ieri, secondo fonti militari nazionali, ci sarebbe stato un incontro per rivedere l'itinerario della manifestazione in quanto era previsto il passaggio del corteo in una zona nota per frizioni tra il gruppo sciita Amal, schierato con l'Unione dei lavoratori, ed il partito sunnita al-Mustaqbal.
In una dichiarazione al quotidiano arabo al-Hayat, responsabili del partito Amal e di Hizbollah hanno commentato che “non era intenzione degli schieramenti strumentalizzare lo sciopero dei lavoratori per risolvere le questioni relative alla crisi governativa”.
Nei giorni scorsi, il leader di Hizbollah, Hassan Nasrallah, aveva annunciato che i militanti della formazione sciita sarebbero scesi in piazza per protestare anche contro le disposizioni governative adottate in merito alla rete telefonica nazionale del partito e al sistema di sorveglianza, sempre degli Hizbollah, sull'aeroporto internazionale di Beirut.
Secondo fonti interne al partito, tuttavia, non vi era alcuna intenzione di rivendicare, durante lo sciopero proclamato per oggi, le posizioni degli Hizbollah rispetto all'illegittimità dell'attuale governo del presidente Fuad Siniora e del movimento anti-siriano del 14 marzo.
* per Osservatorio Iraq
(fonti: al-Hayat, Bbc News, AnsaMed)
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