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Iraq, L’ENI oltre i 200.000 barili al giorno di petrolio a Zubair

Osservatorio Iraq
Garantita la remuneratività del giacimento per il consorzio guidato dalla compagnia italiana. L'amministratore delegato dell'ENI, Paolo Scaroni, a Baghdad, firma un accordo per attività sociali nella zona di Bassora, fra cui la ristrutturazione dell'ospedale pediatrico. Osservatorio Iraq, 6 novembre 2010

Primo obiettivo raggiunto per l’ENI in Iraq, con la produzione del giacimento petrolifero di Zubair che è arrivata a 200mila barili al giorno, una soglia che ne garantisce la remuneratività.

L’annuncio è stato dato, con evidente soddisfazione, dalla compagnia petrolifera italiana, che si è aggiudicata il contratto per lo sviluppo di quello che è considerato fra i maggiori giacimenti iracheni (riserve stimate in 4 miliardi di barili) come capofila di un consorzio di cui fanno parte anche la statunitense Occidental Petroleum Corporation e la sudcoreana KOGAS.

La produzione a Zubair è salita a ritmo sostenuto, passando dai circa 183mila barili al giorno iniziali - al 18 febbraio 2010, data di entrata in vigore del contratto - a oltre 201mila, quota minima per garantire il recupero dei costi sostenuti.

Nell’occasione, l’amministratore delegato dell’ENI, Paolo Scaroni, arrivato a Baghdad nell’ambito della visita del ministro degli Esteri Franco Frattini, ha fatto il punto insieme al premier iracheno Nuri al Maliki.

Nel corso della visita, Scaroni ha anche firmato un Memorandum of Understanding per la ristrutturazione e l'allestimento del padiglione pediatrico dell'ospedale di Bassora: un intervento da 5 milioni di dollari che riguarda anche altre attività sociali nell'area – la provincia del sud dell’Iraq dove si trova Zubair.

L’aumento di produzione del giacimento, spiegano dalla compagnia petrolifera italiana, è il risultato della cooperazione e del coordinamento all'interno della Zubair Field Operating Division -  joint venture costituita dai membri del consorzio che si è aggiudicato il contratto (ENI guida il gruppo con una quota del 32,81%, l’Occidental Petroleum Corporation ha il 23,44% e la KOGAS il 18,75%) e dalla Maysan Oil Company, una delle quattro compagnie petrolifere di Stato irachene con il 25%, in collaborazione con la South Oil Company, la compagnia di Stato irachena che gestisce i giacimenti del sud del Paese.

La previsione è di aumentare la produzione del giacimento di Zubair a 1,2 milioni di barili di greggio al giorno nell'arco dei prossimi 6 anni: un incremento di quasi 1 milione di barili rispetto alla produzione attuale, che verrebbe successivamente mantenuto per altri 7 anni.

Per centrare il target, gli investimenti saranno progressivi nel tempo, per un ammontare complessivo di 20 miliardi di dollari in 15 anni per il consorzio.

Il contratto di Zubair, uno di quelli assegnati dall’Iraq a compagnie petrolifere internazionali nell’ambito di due round di gare d’appalto che si sono tenuti a giugno e dicembre 2009, è un cosiddetto “contratto di servizio”, nel quale cioè la compagnia straniera viene pagata per il lavoro fatto, a partire dal raggiungimento di un determinato target, e non partecipa agli utili della produzione, come avviene invece nei Production Sharing Agreement.

La storia dell’ENI in Iraq dura da quasi ottant'anni: da quando, nel 1932, l'Agip acquistò il 27,9% delle quote della British Oil Development che effettuava ricerche nelle concessioni poste alla destra del fiumeTigri con la sua società operatrice, la Mosul Oil Fields.

Nel 1936 la quota di partecipazione Agip nella British Oil Development fu venduta per finanziare l'avventura coloniale in Etiopia. Agip ritornò in Iraq negli anni 1967-68 con la firma di un Technical Cooperation Agreement per studi esplorativi e di sviluppo di Rumaila, il maggiore dei giacimenti petroliferi iracheni.

Alla fine degli anni '70 venne firmato un contratto di assistenza tecnica fra l’INOC (la compagnia petrolifera di Stato irachena) e Agip per lo sviluppo e la messa in produzione del giacimento di Halfaya, nel sud dell’Iraq, della durata complessiva di 10 anni. Progetto che l’ENI realizzò solo parzialmente a causa dello scoppio della guerra Iran-Iraq.

L’accordo preliminare per Zubair era stato siglato ai primi di novembre 2009, dopo che il consorzio di cui l’ENI è capofila aveva accettato le condizioni del governo di Baghdad riguardo al compenso: 2 dollari per ogni barile di greggio prodotto al di sopra di un plateau stabilito - condizioni che inizialmente aveva rifiutato, nel primo round di gare d’appalto, tenutosi il 30 giugno 2009.

[O.S.]

Fonti: Associated Press, Il Sole 24 Ore