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Speciale Egitto/La nuova Costituzione: passi indietro nel contenuto, nel processo e nella legittimità

"Invece di accogliere le aspirazioni democratiche della rivoluzione, il progetto di Costituzione è sbagliato, illegittimo e rappresenta un ostacolo in termini di diritti e libertà. Gli egiziani si meritano di più".

 

 

 

traduzione di Elisa Piccioni

 

Migliaia di cittadini si sono riversati nelle strade per chiedere “una Costituzione per tutti gli egiziani”. Altre migliaia, invece, marciavano per “la legittimità e la legge islamica”.

Nel contesto di profonda crisi politica e costituzionale in cui si trova l'Egitto rivoluzionario, una cosa è certa: il processo costituzionale si è svolto in tutta fretta nella settimana tra il 22 e il 30 novembre, e la bozza di Costituzione che ne è emersa ha provocato molte divisioni.

 

 
Un confronto tra la nuova Costituzione e quella del 1971

 

 

1. Il processo

Il procedimento per l'adozione del progetto di Costituzione è importante per la coerenza e l'immagine del testo che il cittadino è invitato ad adottare come suo contratto principale con lo Stato.

In Egitto, la costituente ha ignorato un principio fondamentale: l'approvazione di una legge è cosa diversa rispetto all'approvazione di una Costituzione.

Se per le leggi è sufficiente la maggioranza dei voti, la Costituzione non può essere adottata se non dopo un meticoloso e complesso processo volto a garantire che il testo venga accuratamente discusso.

Una Costituzione è molto più esigente in termini di legittimità ed immagine globale rispetto ad una semplice legge.

Quando un testo fondamentale è approvato così in fretta, in una sola nottata (quella del 29/30 dicembre) e senza alcun motivo particolare che giustificasse tale urgenza, con i membri della costituente sostituiti all'ultimo momento e l'assenza dei rappresentanti dei giovani che hanno fatto la rivoluzione […], così come delle donne e dei cristiani, la Costituzione non può che creare disaccordi. 

E' la stessa bozza a mostrare le contraddizioni di fondo di questo testo. Affinché i 237 articoli approvati dall'Assemblea costituente siano ratificati è richiesta la maggioranza semplice dei votanti al referendum (art. 225 PC). Mentre in qualsiasi Costituzione, compresa nella nuova bozza, per modificare un articolo costituzionale il processo è molto più complicato, in quanto deve passare per delibere presidenziali e parlamentari, maggioranze qualificate e per un forte coinvolgimento della società civile.

L'articolo 225 è lungo una sola riga. Al contrario, la procedura di emendamento adottato dal progetto di Costituzione è di dieci, con una procedura complessa che regola dibattiti, scadenze e maggioranze prima che venga considerato il referendum (art. 217, 218 PC). (...)

 

 

2. Il contenuto

La rapidità con cui il progetto è stato adottato ha influito anche sulla qualità del linguaggio costituzionale. Alcuni articoli della proposta costituzionale sono mal formulati, come quello sul bilancio.

Secondo l' art. 131, “se queste leggi non vengono portate all'attenzione delle Camere dopo la loro riconvocazione, o se non vengono approvate, perdono retroattivamente d'efficacia, a meno che la Camera [singolare, non è chiaro a quale delle due si riferisca] decida che la legge era efficace anche per il periodo precedente, o regolamenta le sue conseguenze in un altro modo”.

Allo stesso modo non è comprensibile quale sia il bisogno di avere un Consiglio nazionale di sicurezza (art. 193 PC) e un Consiglio bazionale di difesa ( art. 197 PC), mentre rimane nebuloso il ruolo dei militari, che il presidente Morsi e la rivoluzione volevano tirare fuori dal processo politico una volta per tutte.

Ci sono alcuni provvedimenti innovativi, come ad esempio la richiesta per i membri delle due Camere (la Camera bassa, dei deputati - la Majlis al-Nuwwab -, e la Camera alta - la Majlis al-Shura), di fornire annualmente un elenco delle loro attività: all'inizio come alla fine del loro mandato (art. 88); questo è necessario anche per il presidente e per i ministri, che presentano i rispettivi statuti finanziari alla Camera bassa (Art.138 e Art.158).

Un altro progresso riguarda la possibilità per le associazioni di divenire legali semplicemente a seguito di una notifica alle autorità ( art. 51). In passato le associazioni finivano invece in una sorta di limbo in attesa di essere legittimate dall'approvazione delle autorità, che di solito proveniva direttamente dal ministero degli Interni.

L'elenco dei diritti di base invece non migliora molto nella nuova Costituzione e comprende anche alcune ripetizioni inutili: ad esempio sia l'art. 35 che l'art. 77 sanciscono il diritto dell'imputato ad un avvocato.

Più preoccupante è il fatto che si contano almeno 20 requisiti di diritti fondamentali che dipendono dalla discrezionalità “della legge”.

E questo è molto pericoloso. L'uso da parte di Mubarak e poi del Consiglio supremo delle forze armate (Scaf) delle leggi per soffocare i diritti costituzionali è una riprova di quanto sia facile manipolare la Costituzione per mezzo di 'clausole di rinvio'.

Frutto del disaccordo in seno ai membri costituenti, nel testo costituzionale si contano più di 50 clausole che prevedono frasi tipo “questo sarà poi deciso dalla legge”.

In conclusione, appare difficile vedere un miglioramento in senso democratico nella nuova bozza costituzionale rispetto all'attuale. (...)

 

 

3. L'indebolimento della magistratura

Il potere giudiziario viene indebolito in diverse maniere (art. 168-182 PC).

Anche se questo accadeva già con il regime di Mubarak, le corti ora sono ulteriormente divise e ciascuna ha le proprie regole e il proprio bilancio (art. 169 PC). Disposizioni che porteranno a inevitabili conflitti, disorientando i cittadini e indebolendo lo stato di diritto.

Inoltre, i redattori della Costituzione non sono riusciti a correggere un grave difetto ereditato dalla pratica francese. Tutta la legislazione dovrebbe essere riesaminata dal Tribunale superiore amministrativo (Majlis al-Dawla) prima di essere adottata, anche se la corte conserva il potere giurisdizionale nell'ambito di una controversia fra il cittadino e l'amministrazione (art. 174 PC).

Sopravvivono i tribunali militari (art.198 PC), nonostante il loro ruolo centrale nel repressivo apparato di sicurezza sotto il precedente regime e sotto lo Scaf. (...)

La nemesi principale dei membri della costituente sembra essere la Suprema corte costituzionale: l' art. 235 è stato aggiunto allo scoccare della mezzanotte del 30 novembre per ridurre il numero di giudici della SCC. […]

In sintesi, invece di migliorare lo stato di diritto attraverso il consolidamento di un sistema giudiziario coerente, il progetto costituzionale mina il ruolo dell'istituzione statale […]

 

 

4. Donne e discriminazione religiosa

Nel progetto di Costituzione non vi è menzione di un meccanismo per la protezione dei gruppi storicamente emarginati, in particolare le donne e le minoranze religiose.

L'articolo 2 della Costituzione del 1971 (modificato nel 1980) resta così come è (“i principi della shari'a sono le fonti principali della legge”).

Questo testo è stato arricchito da trent'anni di giurisprudenza del SCC che ha dimostrato che la legge islamica può convivere in una Costituzione moderna.

Ma con la SCC in pericolo, anche questa eredità è in pericolo.

Nonostante l’inclusione nell'art. 3 degli "egiziani di religione ebraica", la disposizione costituzionale limita le tradizioni giuridiche di ebrei e cristiani nell'organizzazione del “loro status personale” e nella “scelta dei leader della loro comunità.

Buddisti, indù e non credenti non trovano posto nel progetto di Costituzione.

Sempre l'articolo 2 sancisce che “l'Islam è la religione ufficiale” (letteralmente, la religione dello Stato, din al-Dawla). Milioni di egiziani non sono musulmani e il progetto di Costituzione continua a discriminarli apertamente. (…)

I redattori hanno aggiunto l'articolo 219, secondo cui “i principi della legge islamica comprendendo le regole generali e il metodo giurisprudenziale nel senso inteso dalla scuola sunnita”.

L'Egitto non è mai stato così confessionale da definire apertamente il sunnismo come la fonte esclusiva della sua tradizione islamica.

Questo articolo è chiaramente rivolto contro gli sciiti, nonostante questi costituiscano una minoranza insignificante in Egitto, ma anche contro i copti e qualsiasi dottrina che non sia sunnita.[…]

Tuttavia, nonostante l'invito a considerare la shari'a come fonte principale della legislazione del paese, difficilmente si possono rintracciare elementi di legge islamica all’interno del testo redatto.

Nessuna eredità dei diritti individuali cari alla tradizione islamica si trova nel progetto di Costituzione.

Un esempio sarebbe potuto essere l'adozione della disposizione coranica che vieta ogni coercizione in materia di fede (la ikrah fil-din). Ma gli esempi potrebbero essere molti di più, tra cui le varie disposizioni in materia di parità tra uomini e donne, tutela della vita, incolumità e proprietà, nonché sul ruolo privilegiato del giudice imparziale.

I redattori sembrano non aver fatto alcuno sforzo per rilanciare gli aspetti migliori e più illuminati del corpus giuridico islamico.

Gli egiziani si meritano di più.

Negli ultimi mesi, un'elezione presidenziale libera ha riportato speranza a tutti coloro che hanno sostenuto la rivoluzione per una maggiore libertà e uguaglianza sotto una nuova Costituzione.

In una sola settimana, il processo è stato drammaticamente invertito, aumentando i rischi di guerra civile e riavviando le prospettive di intervento militare. La SCC e i tribunali dovrebbero alzarsi in piedi per la difesa dell'attuale Costituzione egiziana.

A difendere l'Egitto dall'abisso rimangono solo i giudici.

 

*Chibli Mallat è presidente di Right to Nonviolence, una Ong che opera per la nonviolenza, il costituzionalismo e la responsabilità giudiziaria. Mallat è inoltre visiting professor alla Yale Law School, e uno studioso della legge islamica.

Per leggere la versione originale, clicca qui

 

16 dicembre 2012
 

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