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Yemen: "nessuna impunità per Saleh", l'appello di HRW

“Saleh ha certamente diritto di ricevere le cure mediche di cui necessita, ma lui e i suoi collaboratori non hanno alcun diritto a un’immunità che li metta al riparo dai processi per crimini internazionali”. In questo rapporto Human Rights Watch denuncia l’incubo vissuto per molti mesi dai dimostranti yemeniti.  

 

 

 

 

di Maria Letizia Perugini

 

“Le forze del presidente Saleh hanno ucciso e ferito centinaia di civili, espulso pazienti dagli ospedali ed impedito l'assistenza medicata” dichiara Letta Tayler, ricercatrice in Yemen per l’ong americana Human Rights Watch.

“Saleh ha certamente diritto di ricevere le cure mediche, ma lui e i suoi collaboratori non hanno alcun diritto a un’immunità che li metta al riparo dai processi per crimini internazionali”.

Il parallelo tra l’attuale situazione del presidente yemenita, volato negli Usa per delle cure mediche, e quella delle centinaia di manifestanti feriti ai quali è stata negata ogni possibilità di assistenza medica è inevitabile.

Soprattutto contestualmente alla presentazione del rapporto di Human Rights Watch sui mesi della rivolta yemenita, così come è stata vissuta nella città di Taizz, 250 km a sud dalla capitale Sanaa.

Qui, secondo il rapporto, le forze di sicurezza governative hanno preso d’assalto e bombardato gli ospedali, hanno trascinato via dai propri letti i pazienti sotto la minaccia delle armi e hanno picchiato i medici.

È un racconto lungo 170 interviste, attraverso le quali le vittime di queste vicende raccontano la loro verità.

I morti confermati nella sola città di Taizz sono stati almeno 120. Tra questi 57 erano manifestanti e attivisti, altri 63 erano civili o semplici passanti, 22 dei quali bambini.

Molte delle operazioni riporate dal rapporto sono partite dall’ospedale di al-Thawra, il centro medico più grande della città, occupato dalle forze governative e trasformato in base operativa, impedendone così il funzionamento.

L’altro grande centro ospedaliero, al-Rawdha, è stato bombardato l’11 novembre, proprio quando i feriti di quella giornata, vittime di un altro attacco, vi stavano affluendo.

Nel rapporto vengono poi descritti numerosi attacchi effettuati contro i piccoli centri di cura improvvisati nelle piazze e nelle moschee. 

La violazione del diritto all'assistenza medica è stata dunque una costante dei giorni della rivolta di Taizz. HRW sottolinea come tale condotta sia contraria a ogni norma internazionale e invita il nuovo Parlamento yemenita a rigettare la legge che assicura l’immunità del presidente Saleh.

 

13 febbraio 2012

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